LUNEDI' 11 MAGGIO - LAVORO IN CLASSE UTILIZZANDO IL LIBRO DI TESTO

Dal libro di testo a cura di Bettini, pp. 266-270

Si lavora senza tablet (non ho prenotato computer) ma utilizzando il quaderno. Si leggono  individualmente le pagine indicate e, dopo essersi eventualmente consultati col proprio vicino di banco,  si risponde (in forma scritta e discorsiva, appunto sul quaderno) a queste domande:

1) In che modo l'inaugurarsi del periodo ellenistico e la nascita dei regni ellenistici favoriscono la diffusione della cultura greca?

La cultura greca si diffonde nel periodo ellenistico in quanto i sovrani dei regni costituitisi dopo la morte improvvisa di Alessandro Magno (i diàdochi che inaugurano dinastie) promuovono iniziative culturali  e favoriscono i movimenti interni di popolazione da un regno all'altro. La cultura dominante, già per il macedone Alessandro, era comunque quella greca, per via dell'educazione ricevuta dal filosofo Aristotele. 

2) Che cosa intendiamo con cultura greca?

Con cultura greca s'intende un insieme di conoscenze filosofiche, scientifiche, di modelli letterari e artistici e, in parte, anche di applicazioni tecnologiche. 

3) Lingua greca e koiné non coincidono esattamente: cosa avviene nel passaggio dall'una all'altra?

4) Tanto la costruzione della biblioteca di Alessandria quanto la decisione di avviare la traduzione della Bibbia ebraica sono decisioni sovrane. Spiega di che cosa si tratti, ovvero per effetto di quali condizionamenti e necessità si proceda sia all'una sia all'altra operazione culturale. 

5) Quali conseguenze dirette ha la traduzione della Bibbia dei 70

6) Nel passaggio dall'epoca delle poleis a quella ellenistica si verifica un sostanziale cambiamento nell'atteggiamento culturale e sociale delle persone che vivono nei territori corrispettivi. Precisa di che cosa si tratti e quali ne siano le cause. 

7) Aristotele, maestro di Alessandro Magno, è, insieme a Platone (che lo precede), il filosofo del periodo classico della Grecia. Tra le altre cose, a entrambi si devono riflessioni in tema di politica. In particolare Platone suggerisce che il potere debba essere detenuto da un gruppo ristretto di persone particolarmente intelligenti (filosofi), che si dedichino a realizzare il bene comune, mentre Aristotele è il teorico della necessità di creare una società organizzata all'interno della quale ogni cittadino (polìtes, abitante della polis) sia adeguatamente coinvolto e partecipe delle scelte collettive. In che direzioni si rivolgono, per quanto attiene alla politica, le scuole filosofiche di epoca ellenistica?

8) In che cosa si distingue una mentalità pratica da una teorica? Come viene condizionata l'idea di progresso collettivo a seconda del prevalere della prima o della seconda?

9) Quali sono le funzioni di una biblioteca, in particolare di quelle di Alessandria e di Pergamo che sono le più celebri e ricche di testi del mondo antico e in che senso rappresentano una messa in pratica di una vocazione universalistica?

10) Che cosa differenzia sostanzialmente la religione tradizionale dai cosiddetti culti misterici?


Commenti

Post popolari in questo blog

PIANO DELLE INTERROGAZIONI DI STORIA E CONTENUTI SPECIFICI

I FRUTTI DELLE RIVOLUZIONI: LE CIVILTA'

AGGIORNAMENTO PER EDUCAZIONE CIVICA - SECONDA PARTE