LEZIONI DELLA SETTIMANA 7-13 FEBBRAIO - programma recupero/approfondimento

Dedicheremo le tre ore curricolari che, in basse al nostro orario, rientrano in   questa settimana, all'approfondimento di un tema trasversale, rispetto al quale vi chiederò di realizzare un lavoro individuale che potrà anche avere la valenza di un'attività di recupero per qualcuno di voi. La lettura affidata per le vacanze natalizie servirà da ulteriore alimento per il lavoro scritto. 

Per attivare tale approfondimento vedremo insieme in classe un film, intitolato 7 minuti, visibile su raiplay (durata 92', https://www.raiplay.it/programmi/7minuti). Le attività successive comprenderanno: un breve confronto di idee sul film; la realizzazione di un percorso di riflessione guidato da domande che riporto di seguito, subito dopo alcune informazioni utili per inserire in un contesto economico, sociale e politico l'argomento (lunedì 12 gennaio). 

LA REGOLAMENTAZIONE IN MATERIA DI LAVORO IN ITALIA VALIDA OGGI

Lo Statuto dei Lavoratori (legge n. 300/1970) rappresenta la fonte normativa più importante in materia di lavoro dopo la Costituzione italiana. Nato da un'idea lanciata da Giuseppe Di Vittorio al Congresso CGIL di Napoli nel 1952, lo Statuto risponde all'esigenza di proteggere il lavoratore come parte più debole del rapporto di lavoro, tutelando al contempo la libertà sindacale e garantendo la pace sociale.

La legge si articola in sei titoli che coprono diversi ambiti della tutela lavorativa. Il primo titolo protegge la libertà e dignità dei lavoratori, vietando indagini sulle opinioni personali e controlli invasivi della privacy, garantendo procedure corrette per le sanzioni disciplinari e riconoscendo diritti relativi ad attività culturali e permessi studio. Il secondo titolo salvaguarda la libertà sindacale, assicurando il diritto di associazione, vietando discriminazioni e introducendo il regime di stabilità reale (articolo 18).

Il terzo titolo disciplina l'attività sindacale nei luoghi di lavoro, riconoscendo alle rappresentanze sindacali aziendali diritti fondamentali come assemblee, referendum, affissioni, disponibilità di locali e raccolta contributi. Particolarmente importante è il quarto titolo, che con l'articolo 28 istituisce un procedimento rapido ed efficace contro la condotta antisindacale del datore di lavoro, consentendo alle organizzazioni sindacali di ottenere la cessazione immediata dei comportamenti illegittimi. Questo titolo prevede inoltre permessi e aspettative per i dirigenti sindacali.

Il quinto titolo, originariamente dedicato al collocamento, è stato abrogato nel 2002, mentre il sesto contiene le disposizioni finali, le sanzioni penali e il campo di applicazione dello Statuto, garantendo sempre la salvaguardia delle condizioni contrattuali più favorevoli ai lavoratori.

La riforma del governo Renzi: il Jobs Act

Sono trascorsi dieci anni dall’introduzione del Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro (legge n. 183 del 10 dicembre 2014) realizzata dal governo di Matteo Renzi che prometteva di aumentare l’occupazione e combattere la precarietà, rilanciando la crescita dell’economia italiana. I provvedimenti principali riguardavano l’introduzione di una nuova forma di contratto unico a tempo indeterminato a tutele crescenti in base all'anzianità di servizio (valido per le nuove assunzioni), la liberalizzazione dei contratti a termine, l’ampliamento delle possibilità di lavoro accessorio1 . La logica che guidava il Jobs Act era che il contratto a tutele crescenti e le altre misure introdotte avrebbero aumentato la flessibilità e ridotto il costo dei licenziamenti per le imprese, favorito la creazione di nuova occupazione, limitato la segmentazione del mercato del lavoro, con risultati positivi per tutti. In particolare, il contratto a tutele crescenti applicabile ai lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 in poi ha introdotto una modifica radicale dell'articolo 18 della legge 300/70 (lo statuto dei lavoratori) per i nuovi assunti rendendo il reintegro in caso di licenziamento illegittimo fortemente limitato, in sostanza previsto solo in alcuni casi specifici, come il licenziamento discriminatorio o manifestamente infondato. In caso di licenziamento illegittimo, il lavoratore ha diritto a un’indennità economica calcolata in base agli anni di servizio presso l’azienda. L’indennità è pari a due mensilità per ogni anno di servizio, con un minimo di sei mensilità e un massimo di trentasei mensilità. Nelle aziende con meno di 15 dipendenti, l'indennità risarcitoria è più bassa (da un minimo di 3 mensilità fino a un massimo di 6 mensilità). Il contratto rende più semplice il licenziamento per motivi economici, riducendo i casi in cui il giudice può ordinare il reintegro del lavoratore. [...] Il Jobs Act ha portato, nel complesso, a un indebolimento delle tutele e delle condizioni di lavoro per lavoratori e lavoratrici. I contratti a termine e part time riguardano stabilmente ormai quasi il 30% degli occupati e colpiscono in modo particolare i giovani, le donne e i laureati: la precarietà è diventata un elemento strutturale del lavoro in Italia. L’aumento del numero di occupati si accompagna alla più lenta crescita delle ore lavorate totali, data l’espansione del lavoro part time. La domanda di lavoro si concentra nei settori dei servizi a bassa qualificazione, con un modesto livello tecnologico e bassi salari. In termini reali, i salari italiani hanno registrato una caduta senza precedenti. Questi sviluppi hanno contribuito ad aggravare il declino dell’economia italiana, alimentando un circolo vizioso tra lavoro precario, bassi salari, bassa produttività e bassa crescita, portando a un crescente divario nei confronti delle principali economie europee. In parallelo, a partire dalla metà degli anni Novanta cresce rapidamente il numero di giovani, tra i 18 e 34 anni, che sono emigrati all’estero. Tra il 2011 e il 2023 si calcola che siano usciti dal Paese 550 mila giovani italiani, con un saldo negativo per quella fascia d’età di 377 mila persone. Il dato più preoccupante è che ormai il 43% dei giovani che lasciano il paese è laureato, una quota che è cresciuta costantemente e che riflette l’impoverimento del sistema produttivo e del mercato del lavoro del Paese. [dati tratti da fondazione Di Vittorio]

PERCORSO DI RIFLESSIONE

1) L'operaia incaricata di rappresentare le lavoratrici e i lavoratori della fabbrica sostiene con fermezza la necessità di riflettere attentamente prima di decidere: con quali motivazioni?

2) Con la medesima fermezza sostiene che si debba rifiutare la proposta della nuova proprietà di ridurre di 7' la pausa quotidiana: con quali motivazioni?

3) Quali considerazioni vengono opposte dalle operaie del consiglio di fabbrica alla posizione espressa dalla loro rappresentante?

4) Il caso rappresentato risale a una tecnica che è denominata  foot-in-the-door o tattica di conformità (traduzione imprecisa di compliance): consiste nel saggiare la predisposizione degli individui ad accettare quanto proposto da qualcuno che sia riconosciuto come autorità (a diversi gradi e livelli), prima accettando qualcosa di poco impattante e successivamente disponendosi a concessioni maggiori. Quali sono gli ambiti in cui si ricorre sistematicamente a questa tecnica nella società contemporanea? Qual è il tuo giudizio morale su questa tecnica? 

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