PRIMA LEZIONE - PREISTORIA E FONTI DELLA STORIA: applicazione di un metodo (per punti e integrale)
Schema per punti - Lezione sulla distinzione Storia/Preistoria
1. Approccio metodologico
- Obiettivo: Percorso di accrescimento delle informazioni per "uscire dalla nebbia"
- Metodo: Formulazione di domande progressive per sviluppare il discorso
2. Domanda fondamentale iniziale
- Quesito: Se partiamo dalla preistoria ("prima della storia"), cosa intendiamo per "storia"?
- Risposta: Sì, dobbiamo prima definire cosa sia la storia
3. Prima indagine terminologica
Domanda: Quando si iniziò a distinguere "preistoria" da "storia"?
Fonti consultate:
Wikipedia:
- 1833: Paul Tournal utilizza il termine "anté-historique"
- 1851: Prima occorrenza di "prehistoric" (Daniel Wilson)
Libro di testo (p. 22):
- XVIII secolo: nascita del concetto e termine "preistoria"
- Periodo antecedente alla comparsa delle grandi civiltà
Problema rilevato:
- Discrepanza temporale tra le fonti (1700 vs 1800)
- Necessità di approfondimento
4. Seconda indagine: cause della distinzione
Domanda: Cosa rese necessaria la distinzione storia/preistoria?
Contesto storico precedente:
- Medioevo e età moderna: convinzione di una Terra "giovane" (circa 6000 anni)
- Base del calcolo: interpretazione letterale della Bibbia
- Teoria dominante: Fissismo
- Specie create da Dio già perfette
- Esclusione di qualsiasi mutamento nell'ordine naturale
- Negazione dell'evoluzione di animali, piante e esseri umani
5. Concettualizzazione delle informazioni elaborate
Sintesi ragionata:
- Cronologia: Distinzione storia/preistoria emerge tra fine '700 e inizio '800
- Causa del cambiamento: Crisi della teoria fissista
- Fattore scatenante: Nuove teorie scientifiche XVIII-XIX secolo
- Conseguenze:
- Revisione radicale delle datazioni
- Necessità di nuovi termini e concetti
6. Domande aperte per sviluppi futuri
- Di quali specifiche datazioni si parla?
- Quali teorie scientifiche hanno scalzato il fissismo?
- I confini tra storia e preistoria sono definitivamente stabiliti?
- Come procedere con la didattica d'aula per approfondire questi aspetti?
7. Note metodologiche
- Limite delle fonti: Due sole fonti utilizzate per questa prima modellizzazione
- Possibili approfondimenti: Fonti cartacee aggiuntive, risorse online, consultazione IA
- Approccio: Catena progressiva di domande per chiarire i punti oscuri
Se dobbiamo partire dalla preistoria, parola derivata dal latino che significa prima della storia, non dobbiamo prima chiederci cosa sia la storia? La risposta è monosillabica e assertiva: sì. Quando si risponde solo con un sì, bisogna che l'interrogante formuli subito un'altra domanda che permetta al discorso di procedere. Così chiediamo quando si è iniziato a utilizzare il termine preistoria distinto da storia?
Su wikipedia leggo: Nel 1833 Paul Tournal (1805-1872), fondatore della Commission Archéologique del museo di Narbonne, aveva utilizzato il termine anté-historique; la prima occorrenza del termine prehistoric è invece del 1851, nel titolo di un libro di Daniel Wilson (1816-1892). In seguito, il termine si è diffuso anche in altre lingue.
Sul nostro libro di testo leggo (p. 22): Fu solo a partire dal XVIII secolo che [...] si comprese che l'avventura degli uomini e delle società umane era iniziata molto tempo prima rispetto alla comparsa delle grandi civiltà: nacque allora il concetto e il termine di preistoria, al fine di indicare, appunto, tutto ciò che è avvenuto prima della storia propriamente detta.
Mi rendo quindi conto immediatamente di un discrepanza (differenza che determina un contrasto) fra le due informazioni ricevute: il nostro libro di testo anticipa al 1700 l'epoca in cui si sarebbe iniziato a usare il concetto e il termine di cui ci stiamo occupando, pur senza indicare fonti specifiche. Cerchiamo allora di capire qualcosa di più e ci poniamo un'altra domanda. Che cosa ha determinato la necessità di ricorrere a una distinzione fra la storia e un altro periodo denominato preistoria? La risposta su wikipedia non si trova, mentre è presente sul nostro libro di testo. Per tutto il Medioevo e per buona parte dell'età moderna, nella cultura europea si era diffusa la convinzione che la Terra avesse una vita relativamente breve, di solito computata in 6000 anni in base a un calcolo ricavato dalla Bibbia. Inoltre, era opinione comune che le specie viventi - compresa naturalmente la specie umana - fossero state create da Dio già perfettamente formate e adatte all'ambiente loro destinato. Era la cosiddetta teoria fissista, che escludeva l'idea stessa di un mutamento nell'ordine della natura o nelle caratteristiche di animali e piante che la costituiscono.
Potrei ovviamente ricorrere ad altre fonti, cartacee o on line, potrei ovviamente interpellare in merito l'IA, ma per questa prima modellizzazione del metodo mi bastano due sole fonti. Passo quindi alla fase in cui elaboro le informazioni ricevute e concettualizzo quanto ho compreso:
La distinzione fra storia e preistoria risale alla fine del 1700/inizio del 1800. In precedenza non la si riteneva necessaria in quanto dominava la teoria fissista, connessa con la tesi creazionista fondata su un intendimento letterale della Bibbia: Dio avrebbe creato la Terra e tutti i viventi, esseri umani compresi, nel 6000 a. C. Evidentemente, a partire dal XVIII/XIX secolo sono state elaborate teorie scientifiche che hanno messo radicalmente in discussione tale teoria e reso necessario il conio del termine preistoria distinto da storia, con tutta una serie di conseguenze sulle datazioni.
Ora è chiaro che la catena di domande deve procedere, dal momento che molti punti restano oscuri: di quali datazioni si sta parlando? A quali teorie scientifiche che abbiano scalzato la teoria fissista si fa riferimento? La definizione dei confini fra storia e preistoria è certa? E non sono certo le uniche domande campionabili, anche se è possibile che trovando la risposta a una si ottengano informazioni anche per rispondere ad altre.
Ora dovremmo provare a procedere con questo lavoro adottando la didattica d'aula che vi ho descritto.
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