LEZIONE 25 SETTEMBRE (CON LIBRO DI TESTO) FONTI PREISTORIA E STORIA

Riporto, per chi non ha ancora l'accesso a argo, l'annotazione sui compiti per lunedì 22settembre, rimandata (cfr. post successivo) al 25: Portare il libro di testo (Lontani Vicini). Lavoreremo con libro di testo, appunti scritti da spiegazione, computer (per inserire lavori su classroom e prepararsi alla prova di giovedì 22 settembre). Lepzione per punti e integrale sul blog (fonti della preistoria e della storia).

LEZIONE PER PUNTI

📌 1. Nozione di Preistoria

  • La distinzione tra preistoria e storia è recente, nasce nel 1800.

  • Si basa sull’assenza o presenza di fonti scritte.

  • La cronologia della preistoria è continuamente aggiornata grazie a nuove scoperte scientifiche.


📌 2. Evoluzione delle teorie sull’origine dell’uomo

  • Superata la dottrina fissista (lettura letterale della Genesi).

  • Accettata la teoria evoluzionista di Charles Darwin (1859, L'origine delle specie):

    • Le specie si evolvono nel tempo.

    • La selezione naturale favorisce l’adattamento all’ambiente.

    • Ambienti determinano i mutamenti.


📌 3. Scienze che ricostruiscono la preistoria

  • In particolare: paleoantropologia (scienza ausiliaria).

  • Ha definito il processo di ominazione, cioè:

    • Origine e sviluppo della specie umana.

    • Dai primati (60 milioni di anni fa) → scimmie antropomorfe.

    • Diramazione: scimpanzé da una parte, ominidi dall’altra (6-7 milioni di anni fa).

    • Ominidi: australopitechi e sapiens.


📌 4. Scoperte fondamentali

  • Australopiteco:

    • 4,2 milioni di anni fa, Africa centro-orientale.

    • Esempio: Lucy (scoperta in Tanzania, 1974).

  • Retrodatazione recente della comparsa degli ominidi: 6-7 milioni di anni fa.


📌 5. Il Genere Homo

  • Origine: 2,5 milioni di anni fa (Africa centro-orientale).

  • Tipi principali:

    • Homo habilis: strumenti rozzi.

    • Homo erectus (1,5 milioni): fuoco, linguaggio.

    • Homo neanderthalensis (300.000 anni fa): utensili raffinati, metalli, sepolture.

    • Homo sapiens (40.000 anni fa in Europa, proveniente dall’Africa via Medio Oriente).


📌 6. Contributo della Genetica

  • Anni '90: Allan Wilson e Svante Pääbo analizzano DNA fossile.

  • 1997: confronto genetico tra Neanderthal e Homo sapiens.

  • Conclusione importante:

    • Il concetto di razza è infondato biologicamente.

    • Tutti gli umani hanno lo stesso patrimonio genetico.

    • Unica specie umana: Homo sapiens sapiens.


📌 7. Fonti della Preistoria

  1. Archeologiche: abitazioni, strumenti, ceramiche, armi, dolmen, menhir, cromlech, sepolture.

  2. Paleoantropologiche: resti fossili (ossa, crani, denti).

  3. Paleoambientali: pollini, sedimenti, resti di flora/fauna.

  4. Artistiche e simboliche: pitture rupestri, incisioni, Veneri paleolitiche.

  5. Etno-antropologiche: studio comparato di popolazioni attuali con tecnologie simili a quelle preistoriche.


📌 8. Periodi della Preistoria

  1. Paleolitico:

    • Uso di oggetti naturali.

    • Nomadismo, caccia e raccolta.

    • Scoperta del fuoco, nascita del linguaggio.

    • Inizio di culti e rituali (es. culto dei morti).

  2. Mesolitico:

    • Addomesticamento degli animali.

  3. Neolitico:

    • Rivoluzione agricola.

    • Sedentarietà, villaggi, divisione dei compiti.

    • Inizio della rivoluzione urbana → civiltà e inizio della storia.


📌 9. Fonti della Storia

  • Si aggiungono le fonti scritte.

  • Distinzione:

    • Fonti dirette: prodotte consapevolmente per tramandare (es. leggi, cronache, archivi).

    • Fonti indirette: non create con scopo di memoria, ma interpretate dagli storici (es. utensili, monete, opere d’arte, canzoni popolari).

LEZIONE INTEGRALE

Abbiamo stabilito, nella scorsa lezione, che la nozione stessa di preistoria non è sempre esistita. Si tratta di un confine, che distingue dalla storia, stabilito solo a partire dal 1800 e continuamente messo in discussione, a causa di nuove scoperte, per quanto concerne la sua cronologia. Oggi entriamo in qualche dettaglio che dia consistenza alla distinzione fra preistoria e storia, occupandoci per cominciare delle fonti dell'una e dell'altra e di qualche dato certo proveniente da queste. 

Superata e messa da parte la dottrina fissista (quella desunta da una interpretazione letterale della Bibbia  e in particolare della Genesi), a dominare la ricostruzione della storia della Terra e degli esseri umani è stata la teoria evoluzionista, che dobbiamo alle intuizioni e alle ricerche di Charles Darwin (il suo testo L'origine delle specie risale al 1859): tutte le specie viventi si sono evolute nel corso del tempo, si sono selezionate competendo per la sopravvivenza, in base a una legge di adattamento permanente all'ambiente circostante. Secondo questa teoria, alla quale sono ancora estranee tutte le scoperte successive della genetica, sono  gli ambienti a determinare qualsiasi mutamento delle specie. 

La scienza  che ha maggiormente contribuito a ricostruire l'evoluzione degli esseri umani è la paleoantropologia, una delle cosiddette scienze ausiliare (ovvero che aiutano) al cui concorso si ricorre per la ricostruzione della preistoria. Grazie alla paleoantropologia ai è definito il processo di ominazione, ossia l'origine e lo sviluppo nel tempo di una specie di mammiferi che si evolve da un grado di partenza (60 milioni di anni fa i primati), alle scimmie antropomorfe che si diramano in due direzioni intorno a 6-7 milioni di anni fa, portando agli scimpanzè da una parte e agli ominidi dall'altra. Questi ultimi sono poi distinti in australopitechi e sapiens. L'australopiteco, risalente a 4,2 milioni di anni fa è originario dell'Africa centro-orientale, come risulta supportato dal ritrovamento in Tanzania nel 1974 dello scheletro denominato Lucy, corrispondendo a un soggetto femminile alto 110 cm e del peso di 30 Kg, capace di mantenere stazione eretta sugli arti posteriori e probabilmente ancora abituato a dormire sugli alberi. La comparsa degli ominidi è comunque oggetto di rettifiche temporali, connesse con le scoperte: di recente è stata retrodatata a 6-7 milioni di anni fa. 

Il genere homo (2,5 milioni, Africa centro orientale) si distingue in habilis (capace di costruire e usare rozzi strumenti), erectus (1,5 milioni, scopre il fuoco e usa il linguaggio), Neanderthal (300000 anni fa, usa utensili più raffinati, utilizza metalli, pratica sepoltura dei morti), sapiens (40000 anni fa, arriva in Europa dal Medio Oriente, ma prima ancora sempre dall'Africa). 

La ricostruzione di questo processo evolutivo, che ho riprodotto solo sommariamente, ha ricevuto negli ultimi anni il contributo della genetica. Precisamente negli anni Novanta del Novecento, Allan Wilson e Svante Pääbo hanno iniziato a sequenziare frammenti di DNA fossile e a studiare il DNA mitocondriale di Neanderthal, pubblicando i risultati nel 1997: per la prima volta si poteva confrontare geneticamente un ominide estinto con l’Homo sapiens moderno.

L'acquisizione più significativa derivante da questi ultimi studi è che il concetto di razza, applicato agli umani, è del tutto infondato: il patrimonio genetico è infatti identico a tutte le latitudini e indipendentemente da tratti secondari sviluppati in risposta a situazioni ambientali. Gli esseri umani provengono tutti da un medesimo ceppo. Le razze sono un'invenzione priva di fondamento biologico e la specie umana è una sola, quella definita  Homo sapiens sapiens.

Le fonti della preistoria sono  archeologiche (resti di abitazioni, villaggi, strumenti, ceramiche, armi, ornamenti,  strutture come dolmen, menhir, cromlech, sepolture con corredi funerari; paleoantropologiche (resti fossili di ossa e scheletri umani, crani, denti, ossa lunghe, che aiutano a capire l’evoluzione fisica della specie); fonti paleoambientali (pollini fossili, sedimenti, resti di piante e animali, che raccontano il clima e l’ambiente naturale in cui vivevano gli uomini preistorici); fonti artistiche e simboliche (pitture rupestri, incisioni su rocce e oggetti, sculture come le “Veneri paleolitiche”, che testimoniano credenze, riti e forme di comunicazione non scritta); fonti etno-antropologiche (comparative, si servono dell'osservazione delle popolazioni attuali che vivono ancora con tecniche simili a quelle preistoriche, caccia, raccolta, strumenti litici, utile come termine di paragone).

Dal punto di vista dell'evoluzione culturale, i periodi della preistoria si distinguono in paleolitico, mesolitico e neolitico. Oltre a fare riferimento ad abilità che si vanno raffinando (creazione di oggetti e non solo utilizzo di oggetti naturali per uno scopo determinato), denotano anche cambiamenti significativi a livello di organizzazione sociale (passaggio dal nomadismo alla sedentarietà, suddivisione dei compiti in caccia e raccolta, solidarietà e cooperazione, abbozzo di strutture sociali). Altri punti di svolta sono la scoperta del fuoco,  la nascita del linguaggio, il culto dei defunti e altri ritualismi di carattere religioso. Tutto questo si verifica già nel tardo paleolitico, mentre al mesolitico facciamo risalire l'addomesticamento degli animali, a seguito del quale si verifica la rivoluzione agricola che dà inizio al neolitico e, in maniera differenziata epocalmente nelle varie zone del mondo, all'inizio della storia, con la rivoluzione urbana e le grandi civiltà.  

La ricostruzione storica, da questi ultimi punti di svolta indicati, può iniziare ad avvalersi anche di fonti scritte. Un'ultima precisazione deve però a questo punto riguardare le fonti dirette distinte dalle indirette. Le prime sono prodotte con l’intenzione consapevole di lasciare memoria ( iscrizioni, leggi, cronache, diari, atti notarili, registri parrocchiali, archivi amministrativi, ossia documenti scritti che mirano a trasmettere informazioni a chi verrà dopo), le seconde  non nascono per raccontare la storia, ma sono oggetto di interpretazione da parte dello storico (utensili, monete, edifici, sepolture, resti ossei, quadri, opere letterarie, canzoni popolari). 

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